domenica 19 luglio 2009

Cosa ti fa pensare che io sia in grado?

Mi chiedo cosa te lo faccia pensare...
Ti rendi detestabile in tutti modi, fai il bambino presuntuoso, quello che le cose si fanno come dice lui altrimenti nulla.
Te ne esci con cose che se te le dicessi io non mi parleresti.
Passi pomeriggi a parlarmi e la sera mi chiedi quasi l'impossibile, non accettando non no come risponda, quando è l'unica cosa che posso darti, e non è colpa mia anche se la fai sembrare tale.
Cerchi sempre di scovare i miei limiti per poi diverti ad andare oltre, e quando sono io che oltre non ci vado rinunci, rinunci dicendo va bene, ma non è quello del tipo "Ok, non fa nulla" è più "So che non potevi farlo, per questo te l'ho chiesto", cerchi i miei no, mi fai sentire piccola, incapace, sento che non l'ho fatto per te.
Sei uno stronzo, lo sai, ti diverte farlo.
Rompi le palle per la musica che ascolto se non ti piace.
Mi fai incazzare, certe volte cosi tanto che ti metterei le mani addosso per farti male.
Dico a me stessa che non ti voglio parlare eppure lo faccio sempre.
Hai fatto l'amore con me, o forse mi confondo ed era sesso, ma no, io quelli che mi scopo non li bacio cosi, con quel bisogno, quel desiderio.
Non so tu.
Potrei quasi odiarti, e se non mi piacessi ti avrei mandato a quel paese già da un pezzo, te lo meriteresti.
Sei più bastardo di quanto non lo sia io.
Io, io che mi domando una cosa.
Un sola.
Cosa ti fa pensare che io sia in grado di sopportare tutto questo?

sabato 18 luglio 2009

Un tantino incazzata

Sei uno stronzo.
Ti odio.
Odio te e tutta la gente come te.
Dite sempre le stesse cazzo di cose.
Tutte le volte.
T-U-T-T-E.
Mi avere rotto i coglioni.


Ps:Scusate lo sfogo.

giovedì 16 luglio 2009

Se non fossi quello che sei

Nessuno mi ha mai insegnato come vivere, che scelte fare, io ho sempre fatto le mie, sono caduta su strade ripide, ho pianto, ho dato me stessa a qualcuno, mi sono ripresa me stessa, ho amato, ho odiato, ho usato l'istinto più della ragione, sono stata in ginocchio di fronte a qualcuno o non ho mai abbassato la testa, e, tutte le volte, ho guardato la mia faccia riflessa allo specchio.
Non c'era mai.
C'è stata poche volte.

Ora alle mie spalle la radio passa un pezzo della Pausini, canta di una donna che ha sempre tradito e chiede a lui di credergli, che lo ama, che non è veramente quella persona.
Nemmeno io sono veramente quella persona.
Io sono quella che ora un po vorrebbe piangere, vorrebbe convincerci che da qualche parte la fuori c'è la persona di un po di notti fa, quella che stava cosi bene, che non avrebbe voluto altro, quella che...
Ma no, meglio mettere su un CD dei Linkin park e lasciar perdere le lacrime, meglio lasciarla perdere quella persona, quella tanto la calpestano tutti, persino te, persino me stessa quando ti sto a sentire.
Perché poi?
Per scendere per la millesima volta a patti con il mondo?
Con la vita, l'aria, quando ormai hai già dettato le tue regole?
Mi sono fatta prigioniera di me stessa, delle stanze di quel castello con le mura troppo alte da scalare persino per me.
Eppure sarebbe cosi facile, basterebbe un soffio per vedermi nuda, spogliata di tanta disillusione e ipocrisia, basterebbe capire un bacio, basterebbe una stupida pecora di cioccolato, non un vestitino di pvc.
Basterebbe che fossi meno lo stronzo che sei e mi guardassi dentro, forse non ti passerebbe nemmeno per la testa di chiedermi certe cose.
Insomma, io che per l'ennesima volta scendo a patti con quello che resta della mia dignità, mostro me stessa, da dietro un muro.
Tanto volete sempre e solo quella.
Niente di nuovo.
L'ho detto, potrei odiarti.
Magari oggi è la volta buona che lo faccio.

Anna Achmatova - Ultimo brindisi

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

Guerra

Appena tornata a casa da un cena noiosissima, compresa si mamma, fratello, compagno di mamma e figlio del compagno di mamma, che oggi ha dato l'orale dell'esame di maturità.
Che poi va be, alla cena e alla noia si sopravvive alla fine, se non fosse che io la mia serata l'ho passata veramente con la testa altrove, per poi tornare a casa e pensare che se la tenevo sulla cena la testa sarebbe stato meglio...
Io ho sempre detto e sostenuto una cosa, puoi fare tutti i giochini che vuoi, fare la stronza e la presuntuosa, far finta che non ti importi nulla, pero arriva sempre il momento in cui per un qualche motivo abbassi la guardia, fai un passo avanti, e quando lo fai è troppo difficile da nascondere, a me personalmente non è mai riuscito, e quello è l'esatto momento in cui puoi dichiarare di aver perso la guerra.
L'hai persa per il semplice fatto che non ti importa più in cavolo di vincere, che lo trovi persino stupido.
Io mi sa che la mia da un paio di giorni l'ho persa, l'ho persa perché, nonostante cerco di nasconderlo, lo sento persino io che se ne è andata quell'aria da stronzetta presuntuosa, che non lo dico cosi esplicitamente ma che vorrei che una persona stanotte stesse qui, ho voglia di baciarlo, di sentirmi il suo corpo e le sue mani addosso, di sentire i suoi morsi, di dargli il mio dolore...
Forse non dovrei nemmeno scriverlo, suona un po come una dichiarazione di sconfitta, e magari è solo che mi è presa cosi stanotte, perché sono maledettamente testarda e quando mi metto in testa qualcosa è finita, ma poi bo, magari è molto probabile che tra 5 giorni sto già a parlare di altro e di altri, perche oltre alla faccina da stronzetta presuntuosa, ho anche quella della ragazzina che vuole attenzioni, e se non le ho, le cerco altrove.
Volubile come sono...
Si, mi sa proprio che sono mezza depressa ora.
Che schifo di serata.

martedì 14 luglio 2009

Io penso, tu pensi, egli pensa

Non so se mi scoccia di più il fatto che non ci sei e voglio che ci sei e ti penso oppure tenermi per me quello che penso e fare finta di non pensarti.

venerdì 10 luglio 2009

Carnale (2)


Sono tornata a casa ora, fa decisamente caldo e ho dormito decisamente poco.
Tutta colpa tua che a mezzanotte ha avuto la brillante idea di venire fino a casa mia, cosa che ci è arrivato che era l'una passata visto che non mi abiti proprio dietro l'angolo...
Stamattina continuo a passarmi la lingua sul labbro inferiore un po gonfio dove sento il segno dei tuoi denti e a guardare il segno che ho tra la spalla sinistra e il collo.
Dovrei sviscerare la parola "Carnale" in tutte le sue forme per descrivere ieri sera.
Farla diventare viva, farla respirare, ucciderla, prenderla a morsi fino a sentirne il vero sapore, farla mia.
Renderla sangue del mio stesso sangue.
E no, non ci riesco, è troppo forte, troppo intenso, troppo vero, mi logora l'anima da dentro se penso a quanto voglio quella carnalità.
Un mese fa ho detto che mi ero fatta la scopata migliore della mia vita, si, forse lo era, ma ieri mi sono ricordata che significa desiderare cosi tanto qualcuno, avere il bisogno malsano di sentire i suoi gemiti, adorarli, volerli e ora non riuscire a trovare la parole per descriverlo.
Mi viene in mente un pezzo di una poesia di Hikmet "... Sei la mia carne che brucia come la nuda carne delle notti d'estate..." e forse è qualcosa che ci va vagamente vicino al descrivere noi mentre ci infiliamo la lingua in bocca, trasudiamo voglie, desideri, fame...

E poi va be, stamattina posso anche vantarmi di esserci riuscita al primo colpo, te l'avevo detto che ho una dote innata...
Mi vanterò a vita di questo, e di essere una delle 4 che ci è riuscita, anche se al primo colpo non ci aveva preso nessuno :P

Carnale


Guardi il mio culo.
- No, non ce la faccio, io vengo da te. -


Ho il tuo odore sulle mani, e so che ora tu sei in macchina e hai il mio.
Sei un pazzo, sei completamente fuori di testa per venire a casa mia all'una di notte passata, con me che non sto certo a dirti di no.

Ti aspetto sul marciapiede, penso che se non arrivi entro 2 minuti e passa qualcuno mi danno della prostituta, a quell'ora poi...
Arrivi, salgo in macchina, ti bacio, ci infiliamo la lingua in bocca, trasudiamo voglie, desideri, fame...
Mi dici che ti accosteresti all'angolo della strada, quasi lo fai, con me che mi viene da sorridere e te che, cazzo quanto mi piaci, ti stuprerei, penso io.
Baci, ho bisogno della tua bocca, mi apri le gambe, ci infili una mano, io sono un lago, ci sono uscita da casa in quelle condizioni, stiamo li per un po.
Ci spostiamo.
Pareti di plastica gialle.
Mi levo le mutandine di pizzo nero, mi tocchi, ti voglio, ci mordiamo, mi dici di non morderti, lo faccio lo stesso, mi sculacci, mi dai uno schiaffo, ti tocco, li sbottoni i jeans, ti bacio, sento i tuoi gemiti, li ascolto, sento che ti piace, lo faccio, continuo a farlo.
Mordi forte tra la mia spalla sinistra e il mio collo.
Ci spostiamo ancora.
Mi metto sopra di te.
Sento il caldo e appiccicoso del mio sudore e del tuo, l'odore del tuo corpo e del mio, i nostri sessi che si confondono in un incastro perfetto.
Vuoi il mio culo, dico di no, mi predi il labbro inferiore e stringi, stringi, ti dico di lasciare, non lasci, mi fai malissimo, piango, ti prego, lasci.
Sei uno stronzo, un fottutissimo bastardo.
Mi baci.
Sussurri che il mio culo è il tuo, ti guardo con la mia solita faccia "Ah ma davvero... " dici si.
Mi chiedi se sono tua, non rispondo, lo prendi per un no, di dico che sono sempre stata tua, anche quando entrambi non lo sapevamo, rispondi che è meglio che non ti ci faccio pensare al modo in cui io lo ho trattato quando ancora non sapevo chi era.
Dici che non doveva andare cosi che stiamo facendo l'amore...
Sento il bisogno forte di averti, di mangiarti vivo pur di farti mio, di sentire il sapore del tuo sangue, di essere una sola persona, io e te.
Non mi era mai successo.
So che per te è lo stesso.
Scendo.
Vuoi la mia bocca, guardo, mi dici di non provare a pulire, ne tanto meno di fare la faccia schifata.
Comincio, mi infili le dita nel culo, mi baci il braccio che ho accanto al tuo viso e mi tieni i capelli con la mano destra.
Gemi, non so che darei per guardarti in faccia.
Mi dici che non posso, che sono una stronza, di fermarmi, che non me la dai vinta.
Io continuo.
Eccolo.
Una vita che non sentivo venire un uomo cosi, con quell'intensità, con quella passione, mi piace, ti adoro.
Ci abbracciamo, stiamo appiccicati del nostro sesso, sento quel caldo soffice del desiderio, dell'abbandono.
Ti chiedi come ci sono riuscita, ti dico che te lo avevo detto che ero favolosa, ti infilo le dita in bocca.
Parliamo, lavoro suo, la musica, vari gruppi che hai da produrre, gli impegni della giornata, lavoro mio, "amici" comuni, noi, mi dici che è tutta questa cosa è un casino, ti dico che non la conosco questa parola, mi dici che allora me la mostra, io dico - Si, con la tua foto accanto - e aggiungo che allora a quel punto avrei dato finalmente un nome alle cose che faccio.
Ride.
Parliamo di alcune cose, mi dice che certe volte tanti limiti non li ha superati, forse paura, gli dico che per farlo devi avere una persona abbastanza forte che lo sopporti, che è una cosa di testa, ma che quanto riesci a costruirlo un rapporto cosi è stupendo, intenso.
Carnale, carnale...
Ci stacciamo, è come se mi avessero buttato un secchio d'acqua gelida, come se mi avessero tolto una parte del mio corpo.
Frugo nella borsa, tiro fuori un bicchierino con una pecora di cioccolato al latte, gliela do, approposito di pecore (Un discorso che facevamo un paio di giorni va) mi dice che sono un angelo, mi bacia.
Mi porta a casa, parliamo un po di pasticceria.
Ha i vetri e il parabrezza tutto appannato, gocciola acqua.
Gli do un fazzoletto, gli lascio il pacchetto.
Ci baciamo.
Si stupisce ancora di come io ci sia riuscita, sono la 4, gli dico che orami ho un arma contro di lui, mi dice che me la fa pagare.
Ci diamo la buonanotte.


Meno di un mese fa ho detto che la scopata che mi ero fatta
era una delle migliori della mia vita, forse la migliore.

Lo rimane.
Ma solo perche stanotte ho fatto l'Amore ed è stato stupendo,
nn credevo di essere in grado di sentirmi ancora in quel modo...
Sento perfettamente il segno dei tuoi denti
se passo la lingua all'interno dei labbro inferiore gonfio.